Diverticoli e Diverticolite

I diverticoli sono un’alterazione dell’intestino; si tratta di piccole dilatazioni simili a palloncini che si formano nel nostro intestino crasso.

È una malattia, che arriva a colpire fino a circa il 50% della popolazione occidentale e spesso i diverticoli possono infiammarsi causando così una diverticolite.

Compaiono soprattutto con l’avanzare dell’età, anche se si registra un aumento dei casi nei soggetti più giovani.

Anche se ci sono diversi casi tra i giovani, fortunatamente questa condizione si presenta oltre i 60 anni e interessa quasi tutta la popolazione occidentale oltre gli 80 anni, in particolare le donne.

Cosa causa i diverticoli?

Non si conosce precisamente cosa causa i diverticoli, per questo si parla in generale di malattia diverticolare.

Questa è ormai riconosciuta come la “malattia del benessere” poiché colpisce soprattutto le popolazioni occidentali, la cui dieta comporta un consumo eccessivo di carni lavorate, farine raffinate e basso contenuto di fibre.

Ciò determina un aumento della consistenza delle feci che crea una elevata pressione all’interno del lume del colon.

Di conseguenza nella mucosa del colon, nei punti dove passano i vasi sanguigni, questa pressione genera un cedimento della parete del viscere, formando dunque i diverticoli.

Diverticoli o Diverticolite?

Nella maggior parte dei casi, il numero dei diverticoli e la loro estensione è destinato ad aumentare nel tempo e prima di tutto colpisce il sigma e poi si estendende a tutto il colon di sinistra.

Spesso i diverticoli sono asintomatici e ci si accorge della loro presenza solo quando si verifica un’infiammazione che prende il nome di diverticolite.

La diverticolite si verifica nei portatori di diverticolosi colica, con una possibilità del 10% -25%.

Malgrado la terapia, si può ripresentare con una probabilità del 25% entro i primi 5 anni dal primo episodio infiamamtorio.

La malattia diverticolare finché è silente non crea problemi, ma può evolvere verso complicanze che possono rendere necessari interventi chirurgici anche urgenti.

Le complicanze più temute sono: l’infiammazione, il sanguinamento, ascessi e fistole, l’occlusione intestinale o la perforazione intestinale con conseguente peritonite.

Quali sono i sintomi?

In molti casi la malattia diverticolare non presenta sintomi, ma quando si inizia ad avvertire dolore e spasmi nella regione addominale inferiore sinistra, ci troviamo di fronte ad una malattia sintomatica.

La comparsa di un dolore insistente, febbre, vomito, alterazione della defecazione, diarrea e sanguinamento rettale con disturbi urinari, può indicare una evoluzione infiammatoria: la diverticolite.

Si tratta di una condizione subdola e insidiosa  che se non riconosciuta in tempo, può peggiorare con la formazione di ascessi addominali, fino alla perforazione del colon.

In numerosi casi curiamo la diverticolite con terapia medica e antibiotici, pur richiedendo il ricovero di alcuni giorni per scongiurare altre complicanze.

Una volta risolto con successo l’attacco acuto con la sola terapia medica tuttavia, esiste il rischio concreto che possano verificarsi ulteriori e ripetuti episodi infiammatori.

Ogni volta che si risolve l’episodio infiammatorio, anche lieve, a livello del colon interessato, si forma un tessuto cicatriziale che nel corso degli anni può stratificarsi e ingrandirsi.

Alla lunga, questo processo può addirittura arrivare a chiudere progressivamente il lume del colon impedendo il passaggio delle feci e causando dunque una occlusione intestinale.

Come si fa diagnosi?

La diagnosi di diverticolite viene fatta clinicamente al momento in cui il paziente giunge in ospedale a causa della comparsa dei sintomi legati all’infiammazione.

Già con la visita medica, il chirurgo sospetterà clinicamente la patologia.

Inoltre, la presenza di alterati valori dell’infiammazione negli esami del sangue daranno conferma del sospetto clinico.

La diagnosi strumentale è utile nei casi in cui si sospetti la presenza di complicanze della diverticolite.

Nella fase acuta e nei casi appropriati, la TAC di addome e pelvi può fornire utili informazioni riguardo il coinvolgimento del colon e la presenza di complicanze di interesse del chirurgo.

Se fortunatamente la diverticolite coinvolge lievemente il colon, si preferisce risolvere il quadro infiammatorio acuto e rinviare l’esecuzione di altri esami strumentali a distanza di circa 8 settimane.

Dopo un periodo di riposo infatti, si esegue una colonscopia, con cui visualizzare i diverticoli e verificare eventuali restringimenti del lume intestinale causati dai passati eventi infiammatori.

Nei pazienti più anziani o che non tollerano la colonscopia, una buona alternativa diagnostica è costituita dalla colon-TAC virtuale.

Esiste una terapia?

La terapia farmacologica può migliorare i sintomi, prevenire gli attacchi ricorrenti e ridurre il rischio di complicanze causate della diverticolite.

Il principale consiglio terapeutico è seguire una dieta ricca di fibre con adeguata e abbondante idratazione.

Ciò crea le condizioni idonee a consentire evacuazioni di consistenza soffice e più rapida, evitando la sosta delle feci nel colon.

Una sosta prolungata delle feci infatti, genera quell’aumento di pressione endoluminale che peggiora la malattia diverticolare.

Farmaci spasmolitici, antinfiammatori, antibiotici, verranno somministrati sotto prescrizione e controllo medico.

D’altra parte però quando troviamo una forma complicata di diverticolite è necessaria la sorveglianza in ospedale.

Nei casi in cui lo ritiengo indicato, poiché la malattia ha un andamento subdolo, preferisco ricoverare e sorvegliare il paziente che è a rischio di sviluppare una condizione più complessa.

In queste situazioni infatti, l’evoluzione repentina del quadro clinico può indurre la decisione clinica di procedere ad un intervento chirurgico urgente.

Cosa comporta l’Intervento Chirurgico?

L’intervento chriurgico è diverso a seconda che ci si trovi di fronte a una fase silente della malattia oppure una complicanza urgente come ad esempio la perforazione o l’ascesso.

Intervento Chirurgico in Fase Silente

Nel caso in cui un paziente sia già a conoscenza della sua malattia diverticolare o abbia esperienza di ripetuti episodi di coliche, può essere necessario un intervento chirurgico.

Per evitare i rischi di una progressiva occlusione intestinale, è infatti possibile pensare ad un intervento programmato.

In questi casi preferisco parlare ampiamente coi miei pazienti riguardo al grado di evoluzione della malattia diverticolare, in modo da condividere una scelta chirurgica appropriata al singolo caso.

Si può  infatti programmare un intervento mini-invasivo, evitando il rischio di ritrovarsi una stomia.

In laparoscopia di conseguenza, si rimuove il segmento colico malato e contemporaneamente si ricongiungono le due parti di colon utilizzando una suturatrice meccanica.
L’utilizzo delle tecniche laparoscopiche, inoltre, favorisce un più rapido recupero postoperatorio e ritorno alle proprie attività.

Nonostante possa essere eseguito in laparoscopia questo intervento presenta delle difficoltà tecniche legate alle numerose aderenze tra i visceri intestinali e le strutture addominali vicine.

Come puoi vedere dal video, si tratta di una operazione tecnicamente importante che può essere determinante per migliorare la qualità di vita del paziente

Intervento Chirurgico in Urgenza

Quando la parete del diverticolo “scoppia”, il contenuto del colon si riversa all’interno della cavità addominale, provocando la cosiddetta peritonite.

Questa è una reale emergenza chirurgica per cui l’unica soluzione è ricorrere ad un intervento chirurgico emergente.

Solitamente si pratica una incisione addominale mediana così da avere agevole accesso agli organi addominali.

Si identifica la fonte della perforazione colica e si asporta il segmento di intestino perforato.

Si praticano abbondanti lavaggi con soluzione fisiologica calda per rimuovere la maggior quantità di materiale infetto presente.

In una situazione così drammatica a causa dell’importante processo infettivo, è molto rischioso ricongiungere i due monconi intestinali con una sutura.

Pertanto l’unica opzione sicura è creare una stomia, la cosiddetta deviazione dell’intestino alla parete addominale.

Si completa l’intervento posizionando anche più di un drenaggio addominale e il paziente viene inviato alle cure della terapia intensiva.

Le cure intensive sono necessarie finché non si è certi che la terapia antibiotica e le cure mediche combattano le tossine liberate dall’infezione.

La deviazione dell’intestino in molti casi è per fortuna temporanea e generalmente dopo circa 8 settimane si può programmare un secondo intervento.

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